![]() Titolo originale: Rupan Sansei (Shin) In Italia: "Le nuove avventure di Lupin III" Colore della giacca: rosso Episodi: 155 Autore originale: Monkey Punch Produttori: Seiji Takahashi, Yoshimitsu Takahashi Musica: Yuji Ono Sceneggiature: Tadaaki Yamazaki, Atsushi Yamatoya, Yutaka Kaneko, Kiyoshi Miyata, Noboru Shiroyama, Shoichiyoshi? Okubo, Mitsuo Shijumono, Akinari Takakai?, Mamoru Konno, Ran Mori, Mon Shichijo, Osu Tagami, Noboru Sugimura, Kyohide? Ohara, Keiko Sugie, Yoshio Urasawa, Yoshihisa Araki, Masayuki Kakegawa, Tomotaaki Takahashi, Kazuyuki Sugi, Tsutomu Teruki (Hayao Miyazaki), Shunichiro Koyama, Hiroyasu Yamaura, Misuke Tsurumo, Sadayuki Okuyama, Hideo Takayashiki, Ichiro Okamoto, Shinichi? Suzuki, Masao Ito Regia: Kyosuke Mikuriya, Yasumi Mikamoto, Shigetsugu Yoshida, Kazunori Tanabashi, Noboru Ishiguro, Yagi Ishikura, Hideo Nishimaki, Hideo Takayashiki, Tsutomu Teruki (Hayao Miyazaki) Character design: Takeo Kitahara e Ryu Asakura Musica: Yuji Ohno, leader dei "You & the Explosion Band" Produttore: Yutaka Fujioka (presidente della TMS) Copyright: © 1977 Monkey Punch/TMS • NTV ELENCO EPISODI STORIA: Nel 1976, la Tokio Movie subisce un terribile tracollo finanziario: il numero di serie prodotte cala drasticamente e i dipendenti, cui non viene più garantito il regolare pagamento dei salari, abbandonano in massa lo studio; la compagnia chiuderà al termine della produzione della serie Ganso Tensai Bakabon. Rifondata la società col nome di Tokio Movie Shinsha, il presidente Yutaka Fujioka avvia un'energica politica di ricostruzione, facendo esordire nell'arco di tre giorni (fra l'1 e il 3 ottobre 1977) tre nuove serie destinate a rilanciare la ditta: Shin Kyojin no Hoshi (Tommy la Stella dei Giants), seguito di uno dei più grandi successi della vecchia Tokio Movie, Rittai Animeshon - Ie Naki Ko (Remì), un adattamento di Sans Famille di Hector Malot, e la nuova serie di Lupin III; la scelta di questo terzo titolo è per molti versi scontata: le repliche della prima serie, difatti, hanno ottenuto un enorme successo, arrivando a toccare uno share del 32%, e numerosi fan chiedono una nuova serie; inoltre da qualche mese è ripresa la pubblicazione dei fumetti di Monkey Punch su Manga Action. Le storie sono prevalentemente caratterizzate da toni di commedia, azione e da un ritmo vivace, oltre che da una discreta dose di erotismo; non mancano tuttavia parentesi drammatiche, talvolta anche molto amare. Rispetto alla serie precedente, le caratteristiche dei personaggi sono maggiormente definite e i loro ruoli fissati in modo più stabile, scivolando però talvolta nello stereotipo o nel bozzettismo: Lupin è caratterizzato come una simpatica canaglia un po' buffona, che sà tirare fuori al momento adatto risorse imprevedibili, ma viene regolarmente circuito da una Fujiko spregiudicata e calcolatrice; Jigen, di cui viene accentuato il carattere ombroso (e occasionalmente approfonditi il passato burrascoso e i difficili rapporti con le donne), e Goemon, saldamente ancorato all'antica morale dei samurai, mal sopportanola ragazza e la devozione che Lupin nutre per lei; Zenigata è presentato come goffo e ingenuo, puntualmente beffato da Lupin. Vengono inoltre più volte sottolineate le capacità fuori dal comune dei personaggi (l'abilità nei travestimenti di Lupin, la mira infallibile di Jigen, la facoltà di Goemon di tagliare ogni cosa con la sua spada), che, insieme al ricoso a elaborati stratagemmi e tecniche bizzarre, rendono spesso le loro imprese poco verosimili. Gli episodi sono di volta in volta ambientati in diversi paesi del mondo, e abbondano caricature di personaggi famosi, parodie e riferimenti storici, mitologici, letterali, teatrali, cinematografici e così via. Per scrivere le nuove avventure di Lupin viene chiamato un nutrito staff di sceneggiatori, fra cui alcuni di quelli che avevano lavorato alla pima serie, come Tadaaki Yamazaki e Atsushi Yamatoya, autori dei primi episodi "duri" del 1971, o Kiyoshi Miyata, inconfondibile per il taglio rocambolesco e fantasioso delle sue storie; fra quelli che iniziano a occuparsi di Lupin a partire da questa serie, va ricordato almeno il prolifico Yutaka Kaneko. La regia della maggior parte degli episodi è curata da Kyosuke Mikuriya, un valido professionista dallo stile fresco e gradevole, che aveva già collaborato alla prima serie in qualità di aiuto regista; a Mikuriya si alterna soprattutto l'ottimo Yasumi Mikamoto, abilissimo nell'utilizzare le più varie tecniche espressive del linguaggio cinematografico per sottolineare l'atmosfera delle varie sequenze; più occasionali saranno le partecipazioni di altri registi. A partire dal secondo anno di trasmissione, il compito di supervisionare la serie è affidato a Seijun Suzuki, un abile regista di film "dal vero" (e modello ispiratore, tra gli altri, di John Woo, Quentin Tarantino e Takeshi Kitano) che negli anni '70 si ritrova lavorare per la TV a causa dell'ostracismo decretatogli dai produttori cinematografici. Lanciando la serie la TMS decide di stanziare un budget di circa 7 milioni di yen a episodio (la lavorazione di un episodio animato dell'epoca costa fra i 4 e i 5 milioni di yen), rendendo possibile la relizzazione di scene elaborate e ricche di azione, anche se il numero comunque limitato di disegni intermedi non permette una grande fluidità di movimenti. La qualità tecnica, peraltro, migliorerà ulteriormente nel corso della serie. La caratterizzazione grafica dei personaggi, curata da Takeo Kitahara, nei primi episodi segue abbastanza fedelmente quella del manga di Monkey Punch, pur attenuandone i tratti più grotteschi e ispirandosi in parte anche al design della prima serie animata; col proseguire della serie, lo stile andrà facendosi sempre più tondeggiante, perdendo ogni somiglianza coi fumetti originali. Il taglio grafico, comunque, è spesso rivisto in modo molto personale dai vari disegnatori: così, al tratto slanciato di Junsaburo Takahata, Hiromi Yokoyama o Hitoshi Oda, si alterna quello pulito di Kazuhide Tomonaga o Tsukasa Tannai (che lavoreranno anche ad alcuni episodi, visivamente superbi, realizzati fra il 1979 e il 1980 dalla Telecom Animation Film), o ancora quello caricaturale e spontaneo di Yuzo Aoki. I colori vivaci e dalle tinte calde e la pulizia grafica dei fondali sottolineano l'atmosfera "solare" delle storie. Al fascino della serie contribuiscono in modo determinante le briose musiche di Yuji Ono, un geniale compositore che a una formazione fondamentalmente jazzistica unisce un personale gusto per la contaminazione di generi e per la citazione (si riconoscono qua e là celebri motivi come il tema di Charlie's Angels o quello di James Bond, e riarrangiamenti di brani classici); alcuni dei pezzi da lui composti, come il tema della serie, o la canzone Super Hero, diventeranno popolarissimi tra i fans. I brani di Ono, eseguiti in gran parte dallo stesso autore col suo comlesso You & the Explosion Band, sono abbinati alle varie sequenze, in modo talvolta un po' "fracassone" ma indubbiamente efficace, dall'abile Seiji Suzuki; Ono e Suzuki cureranno l'aspetto musicale di quasi tutte le successive produzioni di Lupin. Grazie anche a una situazione di mercato particolarmente favorevole (è il periodo del cosiddetto anime boom), la serie proseguirà per tre anni con costante successo di pubblico, distinguendosi, nonostante gli inevitabili alti e bassi di un prodotto seriale, per il suo elevato livello qualitativo: soprattutto nell'ultima stagione, numerosi episodi raggiungono vette artistiche veramente notevoli. |